News/  Pensieri e riflessioni...

 
Chiesa e prete come la fontana e l’acqua.
 

Chiesa e prete come la fontana e l’acqua

La gente si lamenta dei preti. Da sempre e sempre.

Ricordo che mio padre, quando ero bambino e uscivo con lui, o quando ci trovavamo sul posto di lavoro, per la mietitura, la trebbiatura, o la vendemmia oppure al frantoio, al mulino, all’abbeveratoio, prendeva sempre le difese dei preti.

Lo sentiva come un dovere da buon cristiano, si rendeva conto delle loro fatiche, della loro capacità di spendersi, del loro disinteresse e, soprattutto, che si trattava di uomini di Dio, che appartenevano a Dio. Quando qualche rilievo si riferiva a fatti chiaramente negativi, trovava sempre una buona parola di giustificazione o, almeno, di scusa.

Al giorno di oggi, a parte casi più rari e più eclatanti, ci si rammarica delle prediche o della scarsa capacità di farsi collaborare o di tenere conto del parere dei laici. Problemi vecchi, che però non possono non angustiare… In genere non mi si ascolta, ma io dico sempre che sono i laici a determinare come deve essere un prete.

Fa una predica sconclusionata, non preparata, con idee opposte o estranee al Vangelo? E quanti, finita la Messa, si fermano a correggerlo con competenza e con serietà, anche mista a carità?

Ti impone la comunione in bocca o nelle mani? E perché non lo richiami al suo dovere di rispettare la libertà che i vescovi hanno dato ai fedeli di accostarvisi nell’una o nell’altra forma?

Non consente nessun tipo di partecipazione o le sue idee sono bloccate al Concilio di Trento? Se riesci a correggerlo meglio, se no che cosa impedisce di cambiare chiesa?

Andare, ascoltare e lasciare un’offerta sono segnali di un consenso… Se un pescivendolo ha la folla, come fa a rendersi conto che la sua merce è scadente?

Se una, per non percorrere 5 minuti di strada, si contenta della frutta che vendono sotto casa, che diritto ha di lamentarsi, se la frutta è scipita o andante? La verità è che si sceglie non ciò che è migliore, ma ciò che è più comodo avere.

Non importa se poi soffriamo o se poi non cresciamo. La verità è anche che ogni cristiano dovrebbe avere la sua preparazione e la sua dignità e dovrebbe pretendere che si possa correggere chi sbaglia e che, abbracciata una missione, la si viva come missione e non come hobby o come passione.

Tanto meno come mestiere…

Giacomo Ribaudo

Articolo del 22 novembre 2015

 

No alla vendetta!

Articolo del 15 novembre 2015

 

Santi al di là del colore…

Articolo dell' 8 novembre 2015

 

E se il cuore è più duro di un sasso...

Articolo del 1 novembre 2015

 

Renzi: fede persa, accantonata o calpestata?

Articolo del 25 ottobre 2015

 

Lettera aperta al nuovo arcivescovo

Articolo del 18 ottobre 2015

 

Maschio e maschio si autocreò…

Articolo dell' 11 ottobre 2015

 

Chiesa e prete come la fontana e l’acqua

Articolo del 4 ottobre 2015

 

La cortina di filo spinato

Articolo del 27 settembre 2015

 

La scuola italiana a una svolta

Articolo del 20 settembre 2015

 

Divorzio mistico…

Articolo del 13 settembre 2015

 

L’Europa s’è desta

Articolo del 6 settembre 2015

 

Credo nel Sacramento del Matrimonio

Articolo del 30 agosto 2015

 

Tutti colpevoli o nessun colpevole?

« »
I cookie aiutano l'Associazione "Obiettivo Rinascita" a fornire i propri servizi. Navigando sul sito accetti il loro utilizzo.