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Maschio e maschio si autocreò…
 

Maschio e maschio si autocreò…

È accaduto a Roma. La vicenda di mons. Charamsa, ufficiale alla S. Congregazione per la “Difesa della Fede” e professore alla Gregoriana, è ormai a tutti nota. Probabilmente si sarà sentito incoraggiato dall’accoglienza cordiale che il Papa ha riservato al suo vecchio amico e al suo “compagno”… Erano passate appena 24 ore e ci sarebbero volute poche ore per l’inizio del Sinodo sulla famiglia.

La sua dichiarazione così pubblica, così aperta, così “orgogliosa” mi è sembrata analoga a quella di un kamikaze che si gettasse tra la folla davanti alla Scala Santa o davanti alla basilica di S. Croce in Gerusalemme. Alcune considerazioni a caldo:

  • È da quando si è concluso il Vaticano II che si sono fatte più insistenti le voci di richiesta di ordinare preti anche uomini sposati con alle spalle una esperienza familiare di buona testimonianza umana e cristiana. Non si sono mai volute accettare e ascoltare queste voci. Si è però lasciato che, all’ombra dei seminari e dei conventi, delle parrocchie e degli istituti, prosperassero tranquilli, come la cosa più normale di questo mondo, uomini con tendenze tutt’altro che encomiabili…

  • Come i kamikaze delle torri gemelle lʼ11 settembre non spuntarono per caso, ma furono il risultato di uno spionaggio americano largamente in crisi, così la dichiarazione del monsignore non è stata frutto di un caso o di un attimo di inaspettata schizofrenia, ma una scelta premeditata con uno scopo ben preciso. Ogni pezzetto di carta non raccolto è premessa e collaborazione alle montagne di immondizia che contempliamo abbondantemente nelle città del Meridione.

  • La smettano coloro che caldeggiano i registri per le unioni civili presso i Comuni di fingere che non si tratta di unioni familiari e che il matrimonio è un’altra cosa perché i gay intendono la loro unione proprio come un matrimonio e la loro convivenza come una famiglia.

  • Ben venga la possibilità di ordinare preti anche uomini sposati né più né meno di come si fa con i diaconi, ma fino a quando è nota una Legge del Diritto canonico che non ammette ordinazioni se non per i celibi chi accetta di farsi ordinare prete non può non accettare di vivere in castità, non importa se “l’altro” sia uomo o donna. E se si fa una scelta diversa non c’è bisogno di fare rumore né tanto meno di vantarsene.

Venir meno a un impegno è un indice di scarsa serietà.

Ci si dovrebbe mortificare…

E non c’è nulla di cui inorgoglirsi…


Giacomo Ribaudo

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