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La scuola italiana a una svolta
 

La scuola italiana a una svolta

Appello alle famiglie addormentate

La scuola, in ogni ordine e grado, finalmente in quello che abbiamo sempre chiamato “Bel Paese”, è iniziata. C’è chi parla di buona scuola. Lasciando a ciascuno la valutazione se quella varata dal governo Renzi sia una buona scuola o una scuola buona, per quanto concerne il comma riguardante la libertà di adozione della teoria “gender”, mi permetto di insinuare, con un pizzico di volgarità penso consentitami vista l’emergenza del momento, forse si tratta di una scuola “bona”, con il significato che i maschi danno al vocabolo quando valutano la fruibilità e il piacere della fruibilità di una ragazza sotto la dimensione sessuale.

L’accusa fondamentale che oso dare alla teoria gender è quella dell’assunzione di una responsabilità storica per quanto riguarda l’educazione e l’esercizio della sessualità in rapporto e alla crescita e all’equilibrio non solo psicosociologico, ma etico delle future generazioni. Gli anni ʼ50 hanno prodotto i giovani della speranza, gli anni ʼ60 i giovani dell’entusiasmo prima e della contestazione dopo, gli anni ʼ70 i giovani delle sfilate delle violenze, non solo verbali, e del piombo, gli anni ʼ80 i giovani della lotta alla mafia e della mafia dell’antimafia e della lotta a tangentopoli che ebbe conseguenze non lievi con il crollo del comunismo dell’anticomunismo e della democrazia cristiana, gli anni ʼ90 e la prima decade del III millennio i giovani dell’entusiasmo per il berlusconismo e i giovani delle finte sinistre, che ragionavano, tranne qualche apparenza, come quelli delle destre con la conseguente dissoluzione dei valori delle ideologie degli schieramenti e l’eccesso di personalizzazione dei leader, che ha condotto alla sostituzione di Berlusconi con Renzi e alla fobia, ormai tutta italica, del “dopo di me il diluvio”.

Il difetto dei leader odierni è quello di non aver saputo e/o voluto creare una classe politica moderatamente critica in grado di raccogliere il testimone nell’eventualità di cambiamenti. Spero proprio che il governo Renzi sia ricordato per le riforme strutturali e istituzionali e per la ripresa economica. E spero anche che non sia ricordato per il placet alla teoria gender nelle scuole, per le unioni gay e che il giovane I Ministro non confonda la modernità e l’uguaglianza dei diritti con la dissoluzione dei valori e con la polverizzazione del valore sommo della famiglia… E che la formazione ricevuta e i princìpi cristiani a cui dice di aderire abbiano la meglio rispetto alle pressioni delle varie lobby che tentano colpi di spugna irreparabile su uno scrigno di Beni Etici, dispersi i quali possiamo tornare all’epoca della pietra…

Giacomo Ribaudo

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