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No alla vendetta!
 

No alla vendetta!

L’atteggiamento di Hollande non mi piace affatto. Prima ha permesso al giornale di Charlie Hebdo di oltraggiare il profeta degli Islamici, ha consentito alla redazione di intascare i 12 milioni di euro fruttati con il dileggio a una delle religioni più importanti e più numerose del mondo, poi ha accolto ottanta capi di Stato e di governo che hanno espresso solidarietà a un giornalista e a un giornale che non conosceva l’etica professionale, in nome della libertà e con la scusa che la Francia è la patria di Voltaire… Scrittore e giornalista brillante, mediocrissimo filosofo, critico acido e superficiale della Chiesa e della religione cristiana, falso e calunniatore fi no al midollo delle ossa…

Di chi è successore Hollande? Di Luigi IX, re santo, saggio, illuminato, innamorato della Fede e ricco di amore verso la Francia e verso i poveri, capace di tenere la testa alta, quanto all’osservanza della giustizia perfino davanti al Papa, o di Richelieu, che in nome della grandezza della Francia insanguinò l’Europa con la guerra dei 30 anni alleandosi, lui cardinale cattolico, con i principi protestanti della Germania e facendo l’occhiolino perfino ai Turchi che premevano dall’Oriente verso l’Europa? O di Napoleone Bonaparte, che trascinò per 20 anni l’Europa in guerre assurde e senza senso, in nome della libertà, uccidendo e togliendo la libertà a centinaia di migliaia di uomini e di donne? O dei massacratori degli Algerini? Quanto sangue hanno sparso i Francesi, fi no al 1960 e oltre, dal Marocco al Madagascar, dalla Tunisia alla Costa d’Avorio, dall’isola Maurizio alla Guinea-Bissau.

Se lui parla di vendetta non legittima altri attentati da parte di chi vuole vendicare i suoi morti? L’Occidente, in questo momento non è più minacciato dal comunismo radicale, ma dal neocapitalismo cinese e dal fondamentalismo islamico.

Il modo di difendersi non è quello delle armi che andrebbero a combattere contro gente armata da noi pur di fare soldi, ma di filtrare meglio chi entra e di fare espatriare sospetti e collusi. Quando Angelino Alfano distingue gli Islamici che pregano, che sono da rispettare dai musulmani che sparano e da cui bisogna guardarsi, asserisce una verità sacrosanta: chi la può contestare? Possibile che lo Stato è in grado di venirti a colpire con il fisco su una bolletta non pagata, magari per distrazione o dimenticanza, e non è capace di individuare chi prepara l’esplosivo per una bomba o il kamikaze che sale su una macchina imbottito di tritolo.

Quando, anziché avere la testa a difendere i “diritti” dei gay ci si applica un po’ di più a scrutare l’orizzonte e a radiografare i bubboni malavitosi si può sconfiggere il male senza pensare a vendette… Le vendette lasciamole ai mafiosi.

Ma quando gli uomini delle istituzioni pensano a vendette dov’è più il confine tra il bene e il male, fra la legalità e la criminalità?

Giacomo Ribaudo

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